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"FRIGIDAIRE",
dicembre 1988
CAFE
DU JAZZ
di
Serafino Paternoster
Questa
terza parte è dedicata a "Isole Sonanti", il settore di
ricerca dell'Ismez diretto da Gianfranco Salvatore, musicologo
fra i più validi del panorama musicale internazionale.
Attualmente dirige il settore ricerche dell'Ismez, l'Istituto
Nazionale per lo Sviluppo musicale del Mezzogiorno che promuove
la realizzazione di progetti relativi a diverse aree: quella discografica,
antropologica e sociologica.
"Isole
Sonanti" si collega alla musica Afro-americana non solo per la
presenza, all'interno della produzione, di musicisti che spesso
hanno operato nell'ambito del Jazz, ma soprattutto per il fatto
che la ricerca è orientata verso lo studio dell'antica
cultura mediterranea.
Nella
nascita e crescita del Jazz un peso rilevante l'ha assunto la
cultura afro-islamica. È in questo concetto, in particolare
nel concetto di "Musica Pagana", che è ravvisabile il trait
d'union fra le due aree. Quando gli africani schiavi vennero sbarcati
in America, ciò che riuscirono a conservare era l'aspetto
rituale del far musica: "quella fusione fra corpo e spirito attraverso
una sorta di religiosità pagana... Nel mediterraneo antico
era diffusa una mentalità magico-religiosa non dissimile...
Discendiamo dunque da una civiltà musicale molto più
affine al Jazz (e alla moderna musica improvvisata) di quella
civiltà eurocolta che ha accademizzato la musica, allontanandola
dalla pagana unità di uomo e strumento, fisicità
e raziocinio, flussi psicofisici e flussi ritmici: separando ciò
che all'origine era unito".
IL
PROGETTO: Il mito e l'archetipo
La
notte che le cose ci nasconde
tornava ombrata di stellato ammanto
e l'usignol sotto l'amate fronde
cantando ripetea l'antico pianto
ma sola a' sua lamenti Ecco risponde
ch'ogni altro augel quetato aveva già 'l canto;
dalla chimmeria valle uscian le torme
de' sogni negri con diverse forme. (2)
E
il testo di una delle parti costituenti "Anadyomene", disco di
Roberto Laneri, secondo album della triplice collana "Isole Sonanti",
diretta e prodotta da Gianfranco
Salvatore.
Il
progetto "Isole Sonanti" è stato concepito in modo tale
da dare origine contemporaneamente a tre saggi inseriti nel libro,
edito dall'Ismez, "Isole Sonanti. Scenari archetipici della musica
del mediterraneo", e a tre dischi, due dei quali già in
circolazione ed un terzo in fase di completamento.
Il
tema è contraddistinto da una ricerca tesa a sostenere
l'equilibrio e l'affinità tra la musica e i miti. Le zone
esplorate appartengono all'area dell'archetipo: "Modello simbolico
primario che conserva nel tempo la sua galassia di senso e che
ha il potere di dare forma al tessuto della nostra immaginazione".
(3)
In
parte ispirato dal progetto di Pinotto Fava "Inside-Outside",
(4) la finalità morale di quest'idea sembra essere quella
di cercar di ricongiungere ricerca, produzione musicale e fiction,
che attualmente sono piuttosto separati, in quella che è
la concettualizzazione del movimento estetico contemporaneo, tenendo
presente il ripensamento che occorre attuare sulla distinzione
esistente fra chi produce arte a chi la commenta.
Afferma
Gianfranco Salvatore: "In riferimento al Mediterraneo, penso che
il motivo etico, l'ispirazione morale di questo mio lavoro siano
il risultato del fatto che abbiamo completamente perso le tradizioni
musicali di quest'area così antica, tradizioni che erano
preziose e complesse. Un paradosso vuole che noi conosciamo la
storia, la struttura della musica greca perchè ci sono
rimasti vari estratti di testi teorici, ma abbiamo in tutto circa
una ventina di frammenti, brevissimi, di difficile interpretazione,
difficilmente riproducibili della musica greca. Comunque pochissimi
minuti di fronte ad un enorme patrimonio scomparso. Per cui, anziché
tentare un'operazione di archeologia musicale, che mi sembra un
punto di vista piuttosto necrofilo, ho preferito cercare di ricostruire
quello che era la sostanza spirituale, simbolica, archetipica
delle musiche antiche e, sulla base di queste ricostruzioni, commissionare
della nuova musica". (5)
I
DISCHI
"Outings"
Ismez 25001
Steve Lacy: sax soprano
"Anadyomene"
Ismez 25002
Music: Roberto Laneri; Voice: Lee Colbert
Il
risultato di questo progetto ha visto il concretizzarsi di tre
produzioni discografiche: le due succitate già in circolazione,
commissionate a tre musicisti profondamente diversi tra loro,
in modo tale da rappresentare i tre singoli archetipi: Il Labirinto,
La Conchiglia, La Trance.
Qual
è stato il criterio che hai usato per la scelta dei musicisti?
- Per la riuscita di questo lavoro occorrevano tre musicisti che
lavorassero su elementi sia di tipo verbale, sia di tipo figurativo.
Musicisti non solo vicini a questa sensibilità, ma anche
in grado di elaborare input di tipo simbolico più che direttamente
musicale...
L'idea era quella di tornare dalla ricerca sulla natura, anche
narrativa e simbolica, del mito, alla produzione di musiche per
così dire "archetipe", e ritornare poi nuovamente alla
fiction in questa specie di laboratorio permanente sulla sperimentazione,
a metà strada tra la forma drammaturgico-verbale e la forma
sonoro-musicale". (6)
Ecco
quindi cadere la scelta su Steve Lacy per quanto riguarda l'archetipo
del Labirinto. Musicista, jazzista, compositore nel senso più
pieno delle parole e tra i più capaci di sviluppare, su
un piano musicale, stimoli di natura spirituale e simbolica. Ne
è documento lo straordinario risultato discografico.
L'Lp
ha per titolo "Outings",
e i brani che lo costituiscono sono ambedue suonati e composti
unicamente da Steve Lacy. Alla prima facciata appartiene "Labyrinth"
dedicato a Giorgio De Chirico un percorso di 20
minuti in cui appaiono immagini di musiche antiche, labirintiche.
Note
che salgono e che scendono nella disperata ricerca di un centro,
con Lacy che si sovrappone a se stesso nella parte iniziale e
finale, note che si ripetono nel sogno dei tempi, note che assumono
forti significati, non imposti dalla ricerca di leggi che le qualifichino,
ma per il suono che il fiato di Lacy riesce a plasmare nell'anima
del suo sax soprano.
Ciò
che vien fuori dal brano che occupa interamente la seconda facciata,
intitolato "Island", è un'evocazione del mare e delle sue
creature. Eseguito da sei sax soprano in sovraincisione, è
dedicato a Max Ernst. Il percorso di questa composizione è
orientato verso la ricerca del centro di un altro labirinto, il
labirinto del mare.
Tuffarsi
nell'antico immaginario: ecco l'invito di Steve Lacy e del suo
produttore.
Il
secondo disco, commissionato a Roberto Laneri, è dedicato
all'archetipo della Conchiglia, sia nel suo pieno senso spirituale,
sia nel suo senso di strumento sonoro.
"La
ricerca si chiamava Anadyomene
(nome che il pensiero greco dava alla dea che esce dalle acque).
Il tentativo è stato quello di creare qualcosa che echeggiasse
la forma della canzone rinascimentale in un senso, però,
East-West, quindi sia con valenze di tipo orientale, sia di tipo
occidentale". (7)
Gli
strumenti utilizzati da Roberto Laneri in questo disco appartengono
ad un'area etnica molto vasta, che dal Mediterraneo orientale
si spinge fino all'oriente inteso in senso più generale:
programmi synth., campionatori digitali, strumenti acustici come
il sax soprano, e alcune trombe di conchiglia. I testi delle canzoni
sono tratti da alcune opere di Angelo Poliziano e riuniti da Gianfranco
Salvatore in modo tale da rappresentare una storia un po' diversa
da quella voluta dall'autore; la voce è di Lee Colbert.
Il
terzo disco, dedicato all'archetipo della Trance, non è
stato ancora realizzato, sebbene le musiche siano già composte.
Il musicista per questo progetto è Ray Lema, musicista
dello Zaire formatosi in America e attualmente residente a Parigi.
Il tipo di lavoro che Gianfranco Salvatore gli ha commissionato
riguarda materiali di "trance" africani trattati con un organico
di tipo sinfonico, quindi di formato squisitamente europeo. E
questo l'elemento che conferisce originalità ad un'idea
che mai fino ad ora è stata concretizzata. Il disco è
di prossima uscita.
IL
LIBRO
"Isole
Sonanti. Scenari archetipici della musica del mediterraneo"
ed. Ismez. Concretizzato il progetto su vinile, ecco apparire
la ricerca su un saggio diviso anch'esso nei tre motivi archetipici.
Questo lavoro, sostanzialmente, propone l'avvio di una disciplina
musicale nuova, basata su un approccio di tipo interdisciplinare
definibile come "Archetipologia musicale". Nella prima parte il
lettore vedrà il percorso analitico cosparso di temi e
figure che apparentemente non hanno nulla a che vedere con la
musica, ma che in realtà possono illuminare, nella musica,
il dominio simbolico.
Inoltre
il libro "verrà condotto attraverso scenari mitico-rituali,
nei quali i temi dominanti dell'impresa labirintica di Teseo si
apparentano ad altri personaggi, altre storie, altri temi".
"Figure
come Minosse, Arianna, Dedalo, Icaro, il Minotauro, ed altri personaggi
connessi al mito del Labirinto cretese, ci condurranno verso figure
e storie diverse ma archetipicamente affini e tutte importanti
per poter cogliere le variazioni su un medesimo tema archetipico,
ed il significato simbolico di forme, movimenti, direzioni e funzioni
della danza labirintica". (8)
La
seconda parte, basata prevalentemente sull'iconografia della nascita
di Afrodite, è invece dedicata al tema della Conchiglia
e dei suoi risvolti sonori. La prospettiva adottata è quella
dell'analisi archetipologica degli strumenti musicali.
"Filo
conduttore sarà la ricerca e la verifica di un isomorfismo
simbolico tra la forma di uno strumento musicale, il processo
dinamico che vi è preposto nella formazione del suono,
e la sua stessa sonorità..." (9)
Il
terzo saggio prende in esame il fenomeno della Trance. In particolare
viene analizzato il fenomeno del tarantismo. Utilizzando una serie
di materiali documentari finora mai presi in considerazione dalle
altre ricerche sull'argomento, Gianfranco Salvatore cerca di meglio
definire lo "spazio simbolico" di questo rituale di Trance.
CONCLUDENDO
- ...Provare a tamponare la ferita dalla quale, dal corpo
della storia, le antiche musiche del Mediterraneo sono colate
via scomparendo per sempre: tamponare per cercare di conservare,
se non il sangue, almeno la linfa di questa musica, vale a
dire il suo profondo, complesso, appassionante significato
simbolico.
- Ricostruire gli scenari archetipici delle musiche e delle
danze delle antiche civiltà del Mediterraneo per poter
far nascere, dentro il loro inestinto calore, musiche nuove.
Nuove perché nate oggi, ma ispirate da quella medesima
natura simbolica, dal medesimo afflato spirituale che diede
vita alle musiche oggi scomparse.
E
a rafforzare l'affermazione iniziale che tutto questo trova un
preciso riscontro nel rapporto fra Jazz e cultura mediterranea
riporto, qui di seguito, un'ultima affermazione di Gianfranco
Salvatore, al quale va l'ulteriore merito di essere uno fra i
pochi ricercatori e specialisti di questo argomento:
"Nell'estasi
del rito collettivo, nella danza, nel ritmo, in ogni espressione
di arcaica religiosità si compie il miracolo della musica
pagana... Lo spirito del Jazz, incarnazione moderna della musica
pagana, perpetua oggi questo miracolo. La sua lezione si rivolge
a ogni musica che, pur con linguaggi diversi, sappia scorgere
nelle proprie radici il proprio ethos, fino a evocare il canto
di un lontano progenitore, depositario di una sapienza antica
ma immortale come la musica". (10)
NOTE:
-
Gianfranco
Salvatore in: "Jazz
e Cultura Mediterranea" Ismez Gangemi editore
1985
-
Versi
scritti da Angelo Poliziano e raccolti da Gianfranco Salvatore
per il disco "Anadyomene"
Ismez 25002
-
Intervista
a Gianfranco Salvatore del 10 giugno 1988
-
"Inside-Outside",
la radio che si articola in forme, luoghi, espressioni anche
all'esterno della radio stessa, è il progetto di Pinotto
Fava collaboratore RAI e il tema di "Audiobox"
1988, la rassegna internazionale di sperimentazione sonora
a cura dell'Unione Europea di Radiodiffusione tenutasi a Matera
dall'8 all'11 giugno
-
Ibidem
n. 3
-
Ibidem
n. 3
-
Ibidem
n. 3
-
"Isole
Sonanti. Scenari Archetipici della Musica del Mediterraneo"
Introduzione
-
Ibidem
n. 8
-
Ibidem n.1
M.L.
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