Gianfranco Salvatore
Avion Travel. Vivo di canzoni

(Giunti, Firenze, 1999)



 

 

 

 

 

"Capita assai di rado, almeno dalle nostre parti, di imbattersi in biografie così ben costruite, capaci di narrare gli avvenimenti correndo sul filo dell’ironia e dell’autoironia, in modo da rendere la lettura non solo fluida e piacevolissima ma anche, a tratti, esilarante… Vivo di canzoni è, semplicemente, un gran bel libro: imperdibile".
Federico Guglielmi — IL MUCCHIO SELVAGGIO

“Gianfranco Salvatore, uomo di lettere e di note, amico e primo produttore degli Avion Travel, era l’uomo ideale per questo racconto. Una storia umana, di amicizia e di musica, che ti fa pensare, una volta esaurite le pagine, che sarebbe stato davvero un peccato se non fosse mai stata scritta. La memoria viva è un bel materiale da costruzione e Gianfranco Salvatore è architetto non meno capace dei suoi personaggi nell’arte del racconto che costruisce il mondo”.
Federico Fiume – ‘MJU:ZIK’

“La favola felice di uno dei migliori gruppi italiani, scritta senza retorica e con molto buon gusto da quello che fu il loro primo produttore, ha il sapore di una favola antica, di un film in bianco e nero, il cui finale non può non esplodere in un caleidoscopio di colori”.
CIAO 2001

"La vicenda tormentata e poetica degli Avion Travel ricostruita attraverso testimonianze di amici e sostenitori (oltre che dei protagonisti). Dagli esordi a metà strada tra la new wave e Jimi Hendrix alla ricerca sulla grande canzone d'autore, Salvatore, altro casertano doc, amico e primo produttore della band, parte dai primi anni Ottanta, quando gli Avion erano in bilico tra la musica e il teatro di ricerca, per arrivare alle gratificazioni di "Opplà" e del Premio Tenco. A parlare sono direttamente tutti i protagonisti, compresi i critici (Stefano Bonagura, Gino Castaldo e Federico Vacalebre) che li hanno seguiti e i discografici che li hanno lanciati (Caterina Caselli in primis). Tutto quello che volete sapere su una band di musicisti veri, schivi e genuini, compagni d'arte e nella vita. Manca solo la vittoria sanremese: il libro è uscito nel '99".
NAPOLIMUSIC


 


UNA SPECIE DI AVVERTENZA

Due parole in prosa di maniera

Questa è una piccola storia nobile, senza nulla di sensazionale, se non il fatto che tre ragazzi di provincia hanno coltivato un sogno per quasi vent'anni e assieme ad altri tre l'hanno realizzato. E' una storia un po' antirock, pacifica e asessuata, priva di tutta la mitologia del caso, dei paradisi di beata devianza e di certi infernetti artificiali, del maledettismo e dell'epica un po' cialtrona delle più tipiche storie rock. Ma è anche una storia molto rock, perché racconta un'utopia controculturale: come fu che gli ultimi della classe - dai margini del ghetto della periferia del sud di qualsivoglia impero - inventarono un mondo e lo popolarono di suoni, volti, storie.

Vorrei poter dire che questa piccola storia s'è scritta da sola, e in parte è così. Questi ragazzi li conosco da quand'erano proprio ragazzini, e tali per me sono rimasti, anche se il più giovane dei membri originali ha solo cinque anni meno di me. Finché sei giovane, cinque anni rappresentano lo scarto di una generazione. Poi ci siamo separati senza litigare, perché con gli Avion Travel litigare è impossibile. E ho continuato a osservarli e a seguirli, talvolta da vicino, in altri momenti a distanza, ma con attenzione.

Un bel film di Frank Capra, di quelli che vorresti non finissero mai, e che in effetti dura da quasi vent'anni. Però di questo film non sono un semplice spettatore, e ciò mi ha creato qualche imbarazzo sulla scrittura, sulla composizione del mosaico degli eventi, sullo stile. Alla fine ho ceduto all'ineluttabile privilegio di figurare tra i personaggi della storia. E ho designato tutti i personaggi principali col solo nome di battesimo. Perché la storia degli Avion Travel - sarà assurdo, ma è la pura verità - è rimasta una storia di compagni di scuola, compagni di giochi e di iniziazioni, solidali nella sostenibilissima leggerezza dell'essere che li accompagna. Un mondo a parte, e se qualcuno non ci crede si sbaglia.

Più facile è stato mettere assieme i dati, in parte perché li conoscevo per averli vissuti, e in parte per l'aiuto ricevuto da alcuni miei allievi e diplomati dell'Accademia della Critica di Roma, che assieme a me e agli Avion Travel un po' hanno faticato, un po' si sono divertiti, e inevitabilmente sono diventati amici. Scoprendo che il loro spazio è amabile, turchino come i capelli delle fate, e offre sempre una sponda.

L'ho detto, e già mi fischiano le orecchie. Certo mi rendo conto che in questa storia, a parte gli ovvi travagli d'artista, tutto sembra un idillio, una fantasia di Walt Disney. E forse ai rockettari più oltranzisti gli farà specie, gli sembrerà un "vogliamoci bene". Ma gli Avion Travel non sono poi così speciali. Come tanti altri, al di là della Manica e dell'Oceano Atlantico, si sono svezzati nel punk, si sono messi in crisi nel post-punk, e alla fine hanno ritrovato se stessi nell'arte antica della canzone. Come Sting, Joe Jackson, Elvis Costello, sono riemersi dai furori degli anni Settanta e hanno resistito all'apatia degli Ottanta trasformandosi in sofisticati songwriters. In fondo il loro modico sogno di provincia era questo: vivere di canzoni. Ci sono riusciti. E nel loro piccolo hanno riempito la nostra esistenza di quella dose quotidiana di poesia che "noi duri", inconfessabilmente, dobbiamo iniettarci ogni giorno per riuscire a sopravvivere.

Che sia questo, il fine ultimo del rock'n'roll?

TOP

 
 
© Gianfranco Salvatore 2001

powered by Cantoberon multimedia