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I CRITERI DELL'OPERA
Scegliere
i cinquecento (o dieci, o mille) migliori artisti di un genere musicale
è un po' come fare il commissario tecnico della nazionale di calcio:
è facile prevedere che quasi nessuno sarà d'accordo al 100%
con la formazione che hai schierato in campo.
Ma tale consapevolezza, mentre progettavamo questo Cd-ROM, non ci ha preoccupati
più di tanto, perché sapevamo chiaramente cosa volevamo
e dovevamo fare. Innanzitutto, fornire una panoramica del pop-rock inglese
e irlandese la più rappresentativa possibile. Un buon criterio
di rappresentatività, infatti, è più efficace di
un'impossibile, utopistica completezza, che andrebbe a scontrarsi con
una serie di ragioni pratiche, ma che soprattutto - dato lo stato in cui
versa oggi il mercato discografico, specie nel settore delle ristampe
- non fornirebbe un servizio concreto.
Quest'opera, infatti, vuole costituire uno strumento di consultazione,
di informazione, di aggiornamento, ma soprattutto si porge all'utente
come una guida all'acquisto del rock anglo-irlandese in Cd. E gli
appassionati sanno bene quanto sia in ritardo l'ardua impresa di riversare,
pubblicare e distribuire in formato digitale i repertori musicali già
disponibili, un tempo, su vinile. Le major discografiche non hanno
certo concluso (e forse, purtroppo, non concluderanno mai) il lavoro di
riproposizione integrale dei loro cataloghi in Cd. Le etichette indipendenti
hanno spesso pagato il fio della propria intraprendenza, scomparendo dal
mercato prima, durante o quella rivoluzione dei supporti fonografici che
ha condotto dal tramonto del vinile all'avvento della riproduzione digitale.
Nuove compagnie indipendenti si preoccupano, per fortuna, di acquistare
i diritti temporanei di dischi trascurati dai programmi di riedizione
delle case discografiche più grandi, oppure rilevano i "master"
di altre piccole etichette uscite dal mercato: ma anche queste compagnie
specializzate nelle ristampe in Cd sono soggette alle alterne fortune
della discografia, e molte di esse scompaiono dopo pochi anni.
A ciò si aggiunge il grosso problema della distribuzione: alcune
ristampe curate all'estero dalle major non entrano nei loro cataloghi
italiani; molte case indipendenti specializzate in ristampe non vengono
distribuite sul territorio nostrano oppure, se lo sono, entrano a far
parte dei cataloghi di tanti piccoli distributori indipendenti che, a
loro volta, appaiono e scompaiono dai mercati. Insomma, la discografia
in Cd di qualsiasi repertorio musicale - anche quella del rock, che pure
dovrebbe essere la musica più popolare del mondo - è quanto
mai incompleta, spesso di difficile reperibilità, e non di rado
alcuni piccoli e grandi capolavori risultano del tutto irreperibili.
Una seria guida discografica, centrata sul mercato italiano e dunque sui
problemi discografici e distributivi di casa nostra, deve insomma fare
i conti con tutti questi problemi, altrimenti sarà inattendibile.
Che fare?
Dopo aver molto ponderato, la redazione di quest'opera ha deciso alcuni
criteri generali, e nei casi limite ha optato per la soluzione che sembrava
più realistica. Innanzitutto abbiamo tenuto fuori quei settori
del rock e del pop che sfociano in altri generi: ad esempio tutte le varianti
della "musica nera" di ispirazione afroamericana, incluso il jazz-rock,
o quelli di stretta competenza delle avanguardie, della sperimentazione,
della ricerca sonora più astratta (tali aree potranno essere oggetto
di opere più specifiche, a cui già stiamo pensando). Abbiamo
dunque escluso, per il momento, gli artisti inglesi di colore e gli sperimentatori
puri, con ovvie eccezioni (ad esempio Joan Armatrading è stata
inclusa, anche se di colore, perché di area strettamente rock;
Brian Eno in quanto membro fondatore dei Roxy Music e titolare di una
discografia personale dove vari album conservano chiari riferimenti al
mondo del rock; Fred Frith per analoghe ragioni). Abbiamo anche accolto
qualche musicista non britannico, come l'australiano Daevid Allen, perché
fondatore di importanti gruppi inglesi, e quell'area della sperimentazione
(techno-dance, trip hop, industrial rock) più vicina all'intrattenimento,
all'ambientazione sonora, alla danza.
Abbiamo poi deciso di escludere (talvolta a malincuore), dal numero
dei 500 artisti o gruppi considerati, quelli la cui discografia
è quasi tutta irreperibile o di difficile reperibilità.
Dei 500 selezionati abbiamo indicato la discografia generale,
basata sui dati essenziali: ad esempio l'anno di uscita della
prima versione del disco e le coordinate discografiche (casa e
numero di catalogo) della più recente o più reperibile
edizione in commercio. In caso di dischi d'annata, difficilmente
reperibili anche sul mercato di importazione, abbiamo comunque
indicato i dati relativi alla principale edizione in vinile: ai
fans più irriducibili è affidato lo sforzo
di cercarli nel mercato dell'usato o del collezionismo, oppure
di attendere pazientemente un'edizione in Cd, potendo comunque
contare sulla schedatura del disco comunque presente su questo
Cd-ROM. Per ovvie ragioni abbiamo limitato - si fa per dire...
- queste discografie generali agli "album", omettendo i singles,
certe effimere "edizioni speciali", e la maggior parte delle antologie,
salvo quelle particolarmente interessanti per la presenza di inediti
o rarità, o quelle che costituiscono l'efficace "summa"
di un artista minore.
Ma una buona "guida all'acquisto" ha anche il compito di segnalare i dischi
migliori: e qui casca l'asino. "Migliori" da quale punto di vista? Gli
ascoltatori, si sa, hanno gusti ed esigenze molto differenti. Per cercare
di accontentare il più possibile gli uni e le altre, abbiamo studiato
una tripla classificazione. Abbiamo innanzitutto segnalato con °°°
quelli che riteniamo essere i capolavori assoluti del rock inglese e irlandese,
al di là di stili e sottogeneri. Per ciascun artista o gruppo,
compatibilmente con la reperibilità sul mercato, si tratta dunque
degli album "ideali", quelli tranquillamente acquistabili se di un certo
cantante o musicista si vuole solo il meglio. In un primo momento avremmo
voluto che tali capolavori fossero cento, cifra tonda: ma il rock è
un campo ormai talmente sterminato e così carico di storia e di
onori che ci siamo dovuti allargare un po', arrivando a 160.
Chi si fosse particolarmente appassionato a un certo artista o
gruppo, e volesse allargare la propria discoteca di base all'intero
"genere" o "sottogenere" del rock anglo-irlandese, può
far riferimento invece ai dischi siglati con °°:
qui gli interessati troveranno gli album più rappresentativi
in ogni settore, potendo selezionare quelli riferiti all'area
dei propri interessi, oppure utilizzando le segnalazioni per "assaggiare"
una branca del rock inglese che avevano finora trascurato. Questa
seconda classificazione aggiunge altri 380 dischi al "carniere".
Ma abbiamo voluto dedicare attenzione anche agli utenti più esigenti,
agli aspiranti "collezionisti totali", ai fans che non si accontentano
di avere in discoteca solo i massimi capolavori dei propri pupilli: ecco
dunque oltre 450 segnalazioni, siglate con °, che propongono
una seconda o terza scelta relativa a molti artisti e gruppi, prima di
avventurarsi nell'acquisto indiscriminato della loro intera discografia.
Lo stesso tipo di segnalazione, riferita agli artisti di cui non avevamo
inserito neppure un disco fra i capolavori assoluti né tra gli
album più rappresentativi di un genere o sottogenere, serve a suggerire
il momento a parer nostro più riuscito (o, in qualche caso, l'unico
reperibile) della loro intera produzione. A volte si tratterà di
un'antologia, se considerata più compatta (o più facilmente
reperibile) dei dischi correnti.
In totale, queste tre classificazioni assommano a circa un migliaio di
segnalazioni discografiche. In tal modo riteniamo di aver differenziato
e potenziato il più possibile i criteri di consultazione e d'uso
di questo Cd-ROM: che può così indirizzarsi al neofita,
al curioso, all'esigente, al "completista" (perdonate l'anglicismo) e
al fan. Inoltre queste mille segnalazioni si distinguono dalle normali
schede discografiche per essere corredate di informazioni ancora più
vaste e complete (estese ad esempio anche ai titoli dei brani, ai musicisti
titolari e ai principali "ospiti"). Nelle annotazioni in cui commentiamo
brevemente il contenuto di ogni disco abbiamo anche voluto evidenziare
la sua "fortuna", la sua resa sul mercato: cioè gli eventuali ingressi
nelle classifiche inglesi, americane ed italiane, le posizioni raggiunte,
alcuni dati di vendita, insomma: il successo. Lo riteniamo, nel bene e
nel male, un criterio obiettivo: l'utente che non vorrà
fidarsi fino in fondo della nostra scelta di capolavori e dischi significativi
potrà così, se preferisce, lasciarsi guidare nei suoi acquisti
dalla risposta del mercato, cioè dal parere espresso dalla massa
degli acquirenti di dischi.
Pur non essendo questa un'enciclopedia del rock inglese, abbiamo
voluto inoltre fornire, per ciascun artista o gruppo, una scheda
biografica che sintetizza i momenti salienti della loro carriera,
segnalandone anche dischi o brani particolarmente significativi
o curiosi, che così - anche attraverso alcuni link
ipertestuali - potranno costituire un ulteriore percorso di ricerca.
Possiamo dunque suggerire di navigare nell'opera cercando anche
le collaborazioni di un particolare musicista, o la riproposizione
di un certo brano, una versione dal vivo anziché in studio,
e così via. Non resta che cliccare: buon viaggio.
La
Redazione
LA
GALASSIA DEI GENERI
Tutti i più sani e sinceri appassionati di musica coltivano in
cuor loro una segreta convinzione: che la musica sia una sola, e che l'unica
differenza rilevante stia tra la buona e la cattiva musica.
Concordiamo, nel senso in cui è sempre bello aderire a un'utopia.
Ma ben altra cosa è la necessità di districarsi fra le molte
tendenze diverse, obbiettivamente diverse, espresse da generi e
sottogeneri, stili e correnti, linguaggi musicali e linguaggi scenici.
E' pur vero che, come ha detto qualcuno, il rock e il pop hanno prodotto
più definizioni che veri e propri stili. L'esagerata proliferazione
di queste definizioni è spesso il frutto di un mero esercizio giornalistico,
o del lavoro degli uffici stampa e promozione delle case discografiche.
Per giunta, non sempre tali definizioni corrispondono al contenuto musicale
di una proposta, e talvolta si riferiscono a caratteristiche collaterali,
a dimensioni culturali più generali, al tipo di pubblico a cui
si rivolge un certo fenomeno, e perfino al puro e semplice look
di un artista.
Ma una guida all'individuazione e all'acquisto di un repertorio musicale
così vasto e differenziato come il rock inglese e irlandese ha
bisogno di strumenti utili a indirizzare la ricerca da parte dell'utente.
Perciò un uso oculato di certe definizioni diventa non solo opportuno,
ma rappresenta addirittura uno strumento indispensabile per districarsi
nel mare magnum di questa musica.
Abbiamo dunque deciso di adottare una trentina fra le definizioni consolidate
dall'uso, raggruppandole attorno ai due filoni centrali, il "rock" e il
"pop", con il loro termine intermedio, il cosiddetto "pop-rock". Attorno
a queste aree più generali si configurano, innanzitutto, altri
settori intermedi, come il folk-rock o il rock-blues, oppure tendenze
musicali a metà strada tra la musica afroamericana e il pop (pop-soul,
ska) o il rock (acid jazz). Non abbiamo potuto esimerci dall'adottare
alcune definizioni riferite all'area di mercato, specie quando portano
un chiaro contrassegno generazionale, come il "teen pop" o l'"adult oriented
rock" (conosciuto anche semplicemente come A.O.R.), perché rappresentano
settori molto influenti, ad esempio, nell'orientamento della programmazione
radiofonica. E abbiamo anche scelto di fare nostre certe definizioni apparentemente
più esteriori, come "glam" o "dark", perché riferite non
solo a un certo abbigliamento, ma anche alle atmosfere musicali degli
stili in questione.
Non potevano mancare, naturalmente, alcuni storici generi tipicamente
britannici, dal beat al progressive, dalla cosiddetta scuola di Canterbury
fino all'eponimo "britpop", assieme ad altri che in Inghilterra hanno
avuto percorsi paralleli e spesso alternativi a quelli statunitensi, come
il citato folk-rock, la psichedelia (distinta dalla neo-psichedelia più
recente), il punk. Ma abbiamo anche voluto rappresentare le più
importanti appendici inglesi di certi generi tipicamente americani, come
il rock'n'roll.
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