Gianfranco Salvatore
Il Rock. Gran Bretagna e Irlanda. I dischi i musicisti gli stili

(
Cd-Rom, Editori Riuniti Multimedia, 1997)

 

 

“Far coincidere la catalogazione con il riconoscimento culturale: questo sforzo sembra essere diventato il fulcro del lavoro di Gianfranco Salvatore, oggi lo studioso più direttamente impegnato nell’applicare alla musica popolare i criteri di studio della cultura accademica. Non a caso è titolare dell’unica cattedra universitaria in materia. La Editori Riuniti gli ha affidato i volumi dedicati al rock delle sue guide interattive… Il vero pregio di questo lavoro è che è stato concepito in funzione delle caratteristiche dei cd-rom: non è dunque un’enciclopedia cartacea trasferita su un altro supporto. 500 biografie, 5200 dischi, 2600 musicisti e 1000 capolavori costituiscono la griglia sulla quale è possibile costruire un vero e proprio viaggio da Abbey Road a Zooropa.
Paolo Biamonte – MUSICA!

"Tra le pubblicazioni dedicate alla musica mancava una guida completa del rock e pop in versione cd-rom. A colmare questa lacuna ha provveduto Gianfranco Salvatore".
PRIMO PIANO

"Utile e interessante guida interattiva sull'universo rock anglosassone, di facile consultazione".
MUSICA E DISCHI

 

 


I CRITERI DELL'OPERA

Scegliere i cinquecento (o dieci, o mille) migliori artisti di un genere musicale è un po' come fare il commissario tecnico della nazionale di calcio: è facile prevedere che quasi nessuno sarà d'accordo al 100% con la formazione che hai schierato in campo.

Ma tale consapevolezza, mentre progettavamo questo Cd-ROM, non ci ha preoccupati più di tanto, perché sapevamo chiaramente cosa volevamo e dovevamo fare. Innanzitutto, fornire una panoramica del pop-rock inglese e irlandese la più rappresentativa possibile. Un buon criterio di rappresentatività, infatti, è più efficace di un'impossibile, utopistica completezza, che andrebbe a scontrarsi con una serie di ragioni pratiche, ma che soprattutto - dato lo stato in cui versa oggi il mercato discografico, specie nel settore delle ristampe - non fornirebbe un servizio concreto.

Quest'opera, infatti, vuole costituire uno strumento di consultazione, di informazione, di aggiornamento, ma soprattutto si porge all'utente come una guida all'acquisto del rock anglo-irlandese in Cd. E gli appassionati sanno bene quanto sia in ritardo l'ardua impresa di riversare, pubblicare e distribuire in formato digitale i repertori musicali già disponibili, un tempo, su vinile. Le major discografiche non hanno certo concluso (e forse, purtroppo, non concluderanno mai) il lavoro di riproposizione integrale dei loro cataloghi in Cd. Le etichette indipendenti hanno spesso pagato il fio della propria intraprendenza, scomparendo dal mercato prima, durante o quella rivoluzione dei supporti fonografici che ha condotto dal tramonto del vinile all'avvento della riproduzione digitale. Nuove compagnie indipendenti si preoccupano, per fortuna, di acquistare i diritti temporanei di dischi trascurati dai programmi di riedizione delle case discografiche più grandi, oppure rilevano i "master" di altre piccole etichette uscite dal mercato: ma anche queste compagnie specializzate nelle ristampe in Cd sono soggette alle alterne fortune della discografia, e molte di esse scompaiono dopo pochi anni.

A ciò si aggiunge il grosso problema della distribuzione: alcune ristampe curate all'estero dalle major non entrano nei loro cataloghi italiani; molte case indipendenti specializzate in ristampe non vengono distribuite sul territorio nostrano oppure, se lo sono, entrano a far parte dei cataloghi di tanti piccoli distributori indipendenti che, a loro volta, appaiono e scompaiono dai mercati. Insomma, la discografia in Cd di qualsiasi repertorio musicale - anche quella del rock, che pure dovrebbe essere la musica più popolare del mondo - è quanto mai incompleta, spesso di difficile reperibilità, e non di rado alcuni piccoli e grandi capolavori risultano del tutto irreperibili.

Una seria guida discografica, centrata sul mercato italiano e dunque sui problemi discografici e distributivi di casa nostra, deve insomma fare i conti con tutti questi problemi, altrimenti sarà inattendibile. Che fare?

Dopo aver molto ponderato, la redazione di quest'opera ha deciso alcuni criteri generali, e nei casi limite ha optato per la soluzione che sembrava più realistica. Innanzitutto abbiamo tenuto fuori quei settori del rock e del pop che sfociano in altri generi: ad esempio tutte le varianti della "musica nera" di ispirazione afroamericana, incluso il jazz-rock, o quelli di stretta competenza delle avanguardie, della sperimentazione, della ricerca sonora più astratta (tali aree potranno essere oggetto di opere più specifiche, a cui già stiamo pensando). Abbiamo dunque escluso, per il momento, gli artisti inglesi di colore e gli sperimentatori puri, con ovvie eccezioni (ad esempio Joan Armatrading è stata inclusa, anche se di colore, perché di area strettamente rock; Brian Eno in quanto membro fondatore dei Roxy Music e titolare di una discografia personale dove vari album conservano chiari riferimenti al mondo del rock; Fred Frith per analoghe ragioni). Abbiamo anche accolto qualche musicista non britannico, come l'australiano Daevid Allen, perché fondatore di importanti gruppi inglesi, e quell'area della sperimentazione (techno-dance, trip hop, industrial rock) più vicina all'intrattenimento, all'ambientazione sonora, alla danza.

Abbiamo poi deciso di escludere (talvolta a malincuore), dal numero dei 500 artisti o gruppi considerati, quelli la cui discografia è quasi tutta irreperibile o di difficile reperibilità. Dei 500 selezionati abbiamo indicato la discografia generale, basata sui dati essenziali: ad esempio l'anno di uscita della prima versione del disco e le coordinate discografiche (casa e numero di catalogo) della più recente o più reperibile edizione in commercio. In caso di dischi d'annata, difficilmente reperibili anche sul mercato di importazione, abbiamo comunque indicato i dati relativi alla principale edizione in vinile: ai fans più irriducibili è affidato lo sforzo di cercarli nel mercato dell'usato o del collezionismo, oppure di attendere pazientemente un'edizione in Cd, potendo comunque contare sulla schedatura del disco comunque presente su questo Cd-ROM. Per ovvie ragioni abbiamo limitato - si fa per dire... - queste discografie generali agli "album", omettendo i singles, certe effimere "edizioni speciali", e la maggior parte delle antologie, salvo quelle particolarmente interessanti per la presenza di inediti o rarità, o quelle che costituiscono l'efficace "summa" di un artista minore.

Ma una buona "guida all'acquisto" ha anche il compito di segnalare i dischi migliori: e qui casca l'asino. "Migliori" da quale punto di vista? Gli ascoltatori, si sa, hanno gusti ed esigenze molto differenti. Per cercare di accontentare il più possibile gli uni e le altre, abbiamo studiato una tripla classificazione. Abbiamo innanzitutto segnalato con °°° quelli che riteniamo essere i capolavori assoluti del rock inglese e irlandese, al di là di stili e sottogeneri. Per ciascun artista o gruppo, compatibilmente con la reperibilità sul mercato, si tratta dunque degli album "ideali", quelli tranquillamente acquistabili se di un certo cantante o musicista si vuole solo il meglio. In un primo momento avremmo voluto che tali capolavori fossero cento, cifra tonda: ma il rock è un campo ormai talmente sterminato e così carico di storia e di onori che ci siamo dovuti allargare un po', arrivando a 160.

Chi si fosse particolarmente appassionato a un certo artista o gruppo, e volesse allargare la propria discoteca di base all'intero "genere" o "sottogenere" del rock anglo-irlandese, può far riferimento invece ai dischi siglati con °°: qui gli interessati troveranno gli album più rappresentativi in ogni settore, potendo selezionare quelli riferiti all'area dei propri interessi, oppure utilizzando le segnalazioni per "assaggiare" una branca del rock inglese che avevano finora trascurato. Questa seconda classificazione aggiunge altri 380 dischi al "carniere".

Ma abbiamo voluto dedicare attenzione anche agli utenti più esigenti, agli aspiranti "collezionisti totali", ai fans che non si accontentano di avere in discoteca solo i massimi capolavori dei propri pupilli: ecco dunque oltre 450 segnalazioni, siglate con °, che propongono una seconda o terza scelta relativa a molti artisti e gruppi, prima di avventurarsi nell'acquisto indiscriminato della loro intera discografia. Lo stesso tipo di segnalazione, riferita agli artisti di cui non avevamo inserito neppure un disco fra i capolavori assoluti né tra gli album più rappresentativi di un genere o sottogenere, serve a suggerire il momento a parer nostro più riuscito (o, in qualche caso, l'unico reperibile) della loro intera produzione. A volte si tratterà di un'antologia, se considerata più compatta (o più facilmente reperibile) dei dischi correnti.

In totale, queste tre classificazioni assommano a circa un migliaio di segnalazioni discografiche. In tal modo riteniamo di aver differenziato e potenziato il più possibile i criteri di consultazione e d'uso di questo Cd-ROM: che può così indirizzarsi al neofita, al curioso, all'esigente, al "completista" (perdonate l'anglicismo) e al fan. Inoltre queste mille segnalazioni si distinguono dalle normali schede discografiche per essere corredate di informazioni ancora più vaste e complete (estese ad esempio anche ai titoli dei brani, ai musicisti titolari e ai principali "ospiti"). Nelle annotazioni in cui commentiamo brevemente il contenuto di ogni disco abbiamo anche voluto evidenziare la sua "fortuna", la sua resa sul mercato: cioè gli eventuali ingressi nelle classifiche inglesi, americane ed italiane, le posizioni raggiunte, alcuni dati di vendita, insomma: il successo. Lo riteniamo, nel bene e nel male, un criterio obiettivo: l'utente che non vorrà fidarsi fino in fondo della nostra scelta di capolavori e dischi significativi potrà così, se preferisce, lasciarsi guidare nei suoi acquisti dalla risposta del mercato, cioè dal parere espresso dalla massa degli acquirenti di dischi.

Pur non essendo questa un'enciclopedia del rock inglese, abbiamo voluto inoltre fornire, per ciascun artista o gruppo, una scheda biografica che sintetizza i momenti salienti della loro carriera, segnalandone anche dischi o brani particolarmente significativi o curiosi, che così - anche attraverso alcuni link ipertestuali - potranno costituire un ulteriore percorso di ricerca. Possiamo dunque suggerire di navigare nell'opera cercando anche le collaborazioni di un particolare musicista, o la riproposizione di un certo brano, una versione dal vivo anziché in studio, e così via. Non resta che cliccare: buon viaggio.

La Redazione

LA GALASSIA DEI GENERI

Tutti i più sani e sinceri appassionati di musica coltivano in cuor loro una segreta convinzione: che la musica sia una sola, e che l'unica differenza rilevante stia tra la buona e la cattiva musica.

Concordiamo, nel senso in cui è sempre bello aderire a un'utopia. Ma ben altra cosa è la necessità di districarsi fra le molte tendenze diverse, obbiettivamente diverse, espresse da generi e sottogeneri, stili e correnti, linguaggi musicali e linguaggi scenici.

E' pur vero che, come ha detto qualcuno, il rock e il pop hanno prodotto più definizioni che veri e propri stili. L'esagerata proliferazione di queste definizioni è spesso il frutto di un mero esercizio giornalistico, o del lavoro degli uffici stampa e promozione delle case discografiche. Per giunta, non sempre tali definizioni corrispondono al contenuto musicale di una proposta, e talvolta si riferiscono a caratteristiche collaterali, a dimensioni culturali più generali, al tipo di pubblico a cui si rivolge un certo fenomeno, e perfino al puro e semplice look di un artista.

Ma una guida all'individuazione e all'acquisto di un repertorio musicale così vasto e differenziato come il rock inglese e irlandese ha bisogno di strumenti utili a indirizzare la ricerca da parte dell'utente. Perciò un uso oculato di certe definizioni diventa non solo opportuno, ma rappresenta addirittura uno strumento indispensabile per districarsi nel mare magnum di questa musica.

Abbiamo dunque deciso di adottare una trentina fra le definizioni consolidate dall'uso, raggruppandole attorno ai due filoni centrali, il "rock" e il "pop", con il loro termine intermedio, il cosiddetto "pop-rock". Attorno a queste aree più generali si configurano, innanzitutto, altri settori intermedi, come il folk-rock o il rock-blues, oppure tendenze musicali a metà strada tra la musica afroamericana e il pop (pop-soul, ska) o il rock (acid jazz). Non abbiamo potuto esimerci dall'adottare alcune definizioni riferite all'area di mercato, specie quando portano un chiaro contrassegno generazionale, come il "teen pop" o l'"adult oriented rock" (conosciuto anche semplicemente come A.O.R.), perché rappresentano settori molto influenti, ad esempio, nell'orientamento della programmazione radiofonica. E abbiamo anche scelto di fare nostre certe definizioni apparentemente più esteriori, come "glam" o "dark", perché riferite non solo a un certo abbigliamento, ma anche alle atmosfere musicali degli stili in questione.

Non potevano mancare, naturalmente, alcuni storici generi tipicamente britannici, dal beat al progressive, dalla cosiddetta scuola di Canterbury fino all'eponimo "britpop", assieme ad altri che in Inghilterra hanno avuto percorsi paralleli e spesso alternativi a quelli statunitensi, come il citato folk-rock, la psichedelia (distinta dalla neo-psichedelia più recente), il punk. Ma abbiamo anche voluto rappresentare le più importanti appendici inglesi di certi generi tipicamente americani, come il rock'n'roll.

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